Cuba, CUBA, cuba, diario, DIARIO, diario, Diario de Cuba, DIARIO DE CUBA, diario de cuba El Che, EL CHE, el che, Ernesto Che Guevara, ERNESTO CHE GUEVARA, ernesto che guevara, JosŤ Marti, JOSE MARTI, josŤ marti Fidel Castro, FIDEL CASTRO, fidel castro, La Habana, L'Avana, Avana, Pinar del Rio, Matanzas, Santa Clara, Cienfuegos, Camaguey, Manzanillo, Holguin, Santiago de Cuba, Guantanamo, Isla de la Juventud, Ariel Basulto Perdomo, Milly, Guido Orlando, Alessandro Catalfio, Colori di Sicilia, coloridisicilia, viaggiare a Cuba, viajar a cuba, viaggi, viaggiare, vacanze, tabacco, tobaco, sigaro, sigari, cigarillos, rum, ron, Alla rivoluzione sulla due cavalli, Maurizio Sciarra, Adriano Giannini Gwenaelle Simon
 
espanol   italiano   sei qui: home page » diario » domenica

L'AvanaDomenica

Avessimo voluto ripartire la domenica la mattina presto per fare la autostrada e prendere subito vie secondarie, ma la mattina dovevamo riempire il servatoio quindi, verso le sette era troppo presto per cercare benzina "economica" la domenica, allora abbiamo aspettato fino le 10:00 per cercare il nostro amico e andare insieme a cercare la pregiata benzina. Abbiamo comprato 40 L per 25 dollari e siamo finalmente arrivati Guido ed io da Milly. Alle 11:27 siamo partiti per prendere l'autostrada nazionale e alle 12:02 eravamo vicino all'incrocio per Guines, Guido ha continuato con il suo bel proposito di fotografare ogni cartelone colla imagine del Che. Ne ha trovato piú di 20 in tutto il viaggio per l'occidente di Cuba. Nel km 190, nell'incroccio del zuccherificio Australia siamo entrati per raggiungere il sud della provincia di Matanzas, una zona conosciuta per il conflitto di Baia di Porci. Nonostante e paradossalmente siamo entrati in que posto carico di storia e di rivoluzione in confronto al potere USA dietro ad una caravana di due Audi A6 turistici, forse da noi un simbolo del consumismo e il potere occidentale. Abbiamo per prima passato il zucherificio.

Playa LargaPer me è stata la prima opportunitá di visitare quella industria piena di storia e vedere quanto danno aveva fatto l'uragano Michelle alcune settimane fa (Cuba è stata colpita per l'uragano piú forte dal 1945 e noi, senza volerlo, noi abbiamo fatto pure lo stesso suo percorso). La strada mi faceva ancora tornare indietro nel tempo: é una strada stretta che corre accanto alla palude e ogni tanto appare un obelisco ricordando la caduta di qualche miliciano in aprile del 1961 (prima sconffita dell'imperialismo in America). Dopo quasi 10 km su quella, per me bella strada, abbiamo raggiunto il vilaggio turistico di Guamá, un posto naturale ma truccato per i turisti in cui c'è un zoo locale, l'allevamento di cocodrili, un ristorante dove si mangiano gli stessi cocodrili visitati e da dove si prende la nave a motore per raggiungere tra la palude , il villagio costruito secondo il modo degli indigeni prima de 1492 e dicorato con sculture di indigeni facendo le loro attività giornalieri. Appena entrati siamo usciti perché forse non era il posto che cercavamo e neppure ci siamo informati dei prezzi, che immagino siano un pó alti per l'esotismo del servizio. Continuando verso il sud siamo finalmente arrivati in Playa Larga alle 14:30, il posto in cui tenutosi i combattimanti per sconffingere i mercenari pagati dalla CIA e che attaccarono Cuba per Baia dei Porci nel 1961.
Grotta dei pesciPrima del 1959 questo era un posto di contadini e pescatori carichi di miseria ed oggi é un simbolo delle trasformazioni della Rivoluzione. Da quanto ho visto forse quel villaggio di case di legno marcio (imputrito) é diventato un quartiere di case moderne, ottime comunicazioni terresti, salute, istruzione gratuita e qualche negozio per spendere in moneta USD. Lí ci siamo fermati poco tempo. Guido ha pensato subito di fare il bagno ma il mare era davvero brutto, di colore verde e mosso. La spiaggia di circa 400-500 km era vuota, non c'era la fina sabbia bianca che caratterizza le spiaggie del nord di Cuba ma non credo neppure faccia onore al nome della baia. La veduta, ancora solo per me, non poteva fare migliore alla mia intenzione di immaginarmi quello aprile 1961, un sole che a tratti si nascondeva tra le nuvole, una spiaggia di piccole pietre scure, il mare abbatuto dalle onde, quel colore verde che contrastava colla bianca schiuma verde scuro al battere contro le rocce. Noi eravamo disturbati dalla fina pioggia d'acqua di mare e mi faceva fatica guardare verso il mare, verso l'ingreso della baia. Guido aveva pure cura che questa acqua di mare non cadesse dulla sua camera. Come prima mi é sucesso con gli acquatici a Pinar, la curiositá per conoscere chi abitava all'interno di quella penisola che circondava la baia mi ha fatto quasi sognare e desiderare di andarci. All'arrivo e all'uscita da quel posto non è mica mancato chi ci proponeva un ristorante privato ilegale dove mangiare l'aragosta oppure comprare i piccoli cocodrili disecati. In qualche modo capisco oggi perchè quando Guido mi ha chiesto di controllare il bidone di benzina ho dimenticato la carta stradale che ci guidava. Per questo siamo ritornati nel villaggio dopo due km percorsi ma per fortuna, sulla stessa spiaggia la abbiamo ritrovata nel facchino della macchina. Allo scopo di raggiungere un'altro villaggio storico, forse colla speranza per Milly e Guido di trovare uno piú bello e allegro, abbiamo preso la strada che in riva al mare, arrivava in Playa Girón. Pure questa una strada bellina tra palude, scogliere e mare fino che Milly e Guido affamati di mare, hanno trovato un piccolo posto sulle scogliere ottimo per fare il bagno.
CienfuegosIl mare era migliorato assai. Loro due hanno fatto il bagno insieme a quattro ragazzi contadini che c'erano lí da prima. Io li ho sentito dire che eravano del villaggio Playa Giron ed erano da due giorni fuori casa in caccia, da quanto avevano cacciato(niente!) si poteva capire che c'era da offrire in quella palude. Il posto in cui ci eravamo fermati era proprio davanti ad un ristorante chiamato Grotta dei Pesci in cui, pure se non l'ho abbiamo fatto, si mangiava in modo economico. Per caso c'era lí un bus turistico arrivato da poco ma per la strada non passavano mai macchine, noi non abbiamo visto passare neppure cinque mentre eravamo lí fermati, veramente un posto isolato. Alla partenza abbiamo chiesto ai ragazzi per un posto dove mangiare economico in Playa Giron, loro ci hanno indicato gli stessi ristoranti privati ma ci hanno avvertito che forse eravano chiusi. Anche noi le abbiamo offerto passaggio a uno, perché non avevamo piu spazio, ma non si é deciso nessuno ad abbandonare ai suoi compagni per arrivare presto in casa, pure se stanchi, affamati e coll'abbigliamento roto. Il villaggio di Playa Giron lo abbiamo raggiunto quasi senza renderci conto. Sicuramente trasformato dalla revoluzione ma ancora coll'anima rovida della palude. Non ci siamo fermati perché eravamo un pó ritardati e abbiamo quindi preso una strada che ci allontanava dal mare. Per strada ci siamo fermati a Horquitas per chiedere informazione a un gruppo di contadini su come raggiungere la strada per Cienfuegos.
Guido ha fotografiato quella immagine, che secondo il mio parere caratterizza ai contadini di quella zona. Loro stavano a brucciare un terriero per costruire le loro case di legno e sostituire cosi un'altra crollata dall'uragano. Uomini, donne, bambini e ragazzi a tagliare il legno, controllare il fiuoco e supratutto a stare insieme sulla strada a parlare chi sa che della loro vita. C'era pure la carroza col cavallo. Milly questa volta é stata colpita dalla loro vita e continuava a dire che non immaginava che ancora da loro la vita fosse cosi dura. Oltre salute e educazione per loro, la revoluzione ha dovuto portare ancora tante altri benesseri. Nonostante una bella immagine e atenzione ci hanno datto. Col tramonto, "Anime Salve" di Fabrizio De Andre e piantagioni ai fianchi, abbiamo fatto la strada passando Yaguaramas, il villaggio di Rodas, Ariza e alla fine Cienfuegos.
Qualche passaggio abbiamo dato e qualche cittadina collorata abbiamo attraversato. La pioggia ci ha pure accompagnato, forse per far arrabbiare e preoccupare a Guido. In un posto che sembrava un villaggio ci siamo fermati per fare fotografie al "Che" e mangiare qualcosa (pane e prosciuto), ci hanno fatto rendere conto che eravamo all'ingreso di Cienfuegos. Quell'ingreso sotto la pioggia, che sembrava non finire, poi il cielo proprio griggio, l'acqua nera che scendeva dalla strada, Guido a pensare sulla posibilitá di rimanere attascati colla macchina, un sacco di bucchi sul pavimento, e la cittá desolata, non si poteva oltre che pensare proprio ai Centi Anni di Solitudine, di Marquez. Poi qualcuno a detto che bisogna sapere il modo e il momento di dire certe parole, ed io, sbagliando il momento ho detto di essere all'ingresso di una delle cittá piú belle del paese (pianpiano, dopo la terribile pioggia e ormai al centro della cittá ce ne siamo reso conti che era vero). Era cominciata giá la notte pure se erano le 18:00 ore e dovevamo cercare subito un posto dove dormire. Questo compito toccava a Milly e a me, che siamo scesi dalla macchina sotto una fina e fredda pioggia. Abbiamo sempre chiesto per un'affito modesto ed economico pure se privato. Non abbiamo avuto succeso finchè ci hanno indicato un economico albergho per cubani vicino al centro della cittá. Milly ed io ci siamo andati speranzati, le prime domande l'ho fatto ad una impiegata in mezzo alla porta d'ingresso a fare i calcoli colla calcolatrice perché dentro c'era il buio o oppure meglio dire, non c'era l'electricitá. Lei senza appena guardarci in faccia ci ha raccomandato di chiedere alla portiera che invece é stata brava e ci ha consigliato di aspettare fino le 21:00 perché tutto era ora occupato, anche lei a detto che non permettevano stranieri, ha lasciato Milly andare in bagno, anzi l'ha cercato una guida per andare tra il buio e finalmente é andata fuori per cercarsi informazione su qualche posto. Ci siamo andati senza ancora distinguere la faccia di chi dovevamo ringraziare. Scconffiti e quasi disperati per quanto rappresentava il nostro insucceso la prima di tre notti, siamo tornati alla via in cui ci aspettava Guido anche rendendoci conto che siamo andati a chiedere disperatamente da dormire in una locanda per coppie. Lui sul marciapiede ci sfidava a trovare facilmente l'affitto. Continuammo per strada e ogni tanto ci fermavamo per chiedere a qualche giovane informazione, finché uno ci ha indicato un suo amico ed ecco la fortuna.
CienfuegosDamian ci ha portato da un affitto che non ha voluto fare uno sconto per una notte, ma lui si é mostrato bravo quando ha deciso di postrarci da una sua vicina di casa, senza impegno, ci ha cercato un posto dove parcheggiare per 0.50 dollaro la macchina e ci ha offerto della benzina economica (di questo ultimo non ci siamo fidati, forse sbagliatamente). Finalmente e per 10 dollari avevamo un secondo piano tutto per noi, una stanza con aria acondizionata, bagno, cucina. Poi si fa il bagno e si esce a camminare la via principale, siamo andati pure a mangiare da un restorante privato. Ormai senza la pioggia, pure se era di notte, troviamo la cittá carinina. Milly e Guido hanno dormito insiemme sul letto ed io nel pavimento su due coperte. Purtroppo che con una notte calda non abbiamo potuto accendere l'aria accondizionata perché faceva male a Millyna.
realizzato da Alessandro Catalfio - Fotografie di Guido Orlando - Testi diario di Ariel e Milly